Rapporto 2016 commercialisti: meno giovani e più donne fra gli iscritti

Si tinge un po’ più di rosa la professione di commercialista, ma perde appeal fra i giovani. Secondo il profilo tracciato dalla Fondazione nazionale di categoria, presentato nei giorni scorsi a Roma, sono in calo i praticanti e gli iscritti all’Albo con meno di 40 anni. Rispetto allo scorso anno, in termini numerici crescono significativamente le donne (+52%), anche se rappresentano appena il 32% degli iscritti a una professione che continua ad essere esercitata prevalentemente dagli uomini.

 

Contrazione dei redditi

Dal rapporto emerge che ‎gli iscritti all’Albo, tra il 2015 e il 2016, sono aumentati  dell’1% (+2,1% gli iscritti alle Casse di previdenza) mentre i redditi medi (dichiarazioni 2015) sono scesi dell’1,9% a fronte di una crescita nominale del Pil (anno 2014, corrispondente all’anno d’imposta) dello 0,5%. Rispetto al 2007, il reddito medio dei commercialisti è diminuito del 4,2% in termini nominali e del 12,4% in valore reale. La media Irpef per l’anno  2014 è stata di 57.340, con un volume d’affari di 105.833 euro. Il quadro continua ad essere  fortemente  differenziato tra il Nord e il Sud (78.006 contro 29.562 di media Irpef) del Paese e solo in Emilia Romagna si registra un aumento di redditto, mentre spetta alla Basilicata la riduzione più elevata (oltre il 5%).

 

La grande fuga

In questo clima di incertezza, e in un settore su cui pendono sempre più obblighi come la normativa antiriciclaggio dei commercialisti rientra la fuga dei giovani: nei primi mesi del 2016 i praticanti sono diminuiti di 568 unità e i professionisti con meno di 40 anni sono passati dal 21,2 al 17,6%, in aumento solo la fascia tra i 40 e i 60 anni che sfiora il 66%.  

 

La novità: il commercialista di base

Durante il convegno, cui hanno assistito il presidente della Fondazione Giorgio Sganga, il presidente del Consiglio nazionale Gerardo Lombobardi, il sociologo Giuseppe Roma, il vice presidente di Federconsumatori, Sergio Veroli, il direttore generale Confapi, Massimo Maria Amorosini, e la vice presidente del Forum delle famiglie, Emma Ciccarelli, si è discusso sull’introduzione della figura del commercialista di base. Questa nuova figura, secondo la proposta, potrebbe essere indirizzata alla tutela dell’assistenza fiscale dei contribuenti minori: piccoli imprenditori, professionisti e coltivatori diretti. In questo senso, il ruolo del commercialista di base sarebbe duplice: da un lato tutelerebbe il diritto del contribuente e, dall’altro, si farebbe promotore della compliance fiscale dato che proprio fra i piccoli imprenditori e gli autonomi si concentra la percentuale più alta di controlli (51%) e il 44,8% della maggiore imposta accertata.

 

Articolo scritto in collaborazione con Alavie

Comments

comments